giovedì 14 ottobre 2010

Naturalmente, il primo post "serio" non potevo che dedicarlo alla politica ed alle cattive acque nelle quali stiamo attualmente navigando. Già, perchè le due cose, naturalmente, sono collegate. Ebbene, l' idea del Blog mi è nata proprio dalla considerazione che, mentre in televisione qualcuno ci dice che non ci sono problemi, e altri parlano di cose inutili, la situazione va a rotoli, e ci va di mezzo il futuro di una (o più generazioni). Pensa, mi sono detto, alla situazione attuale del lavoro, dell' economia, dell' istruzione pubblica, della sanità, del welfare e chi più ne ha più ne metta, pensa in che stato viviamo ma, soprattutto, pensa che in che mondo vivremo date queste premesse. Adesso siamo vicini allo sfascio? Pensate, non è il peggio che ci può capitare. Il peggio, ahinoi, deve ancora venire, e riguarda il futuro nostro, della generazione che deve iniziare o ha da poco cominciato a lavorare, e quello delle generazioni future. E chi se ne occupa? I politici. Chi sono i politici? Sono, nella quasi totalità, gente che ha più di sessanta (quando siamo fortunati) anni, gente che ha già mangiato il su' pane e non gliene può fregare di meno di quello che sarà. Dico di più: si tratta di quella stessa gente che ci ha portato allo sfascio attuale, perchè il debito pubblico che ci ritroviamo, e che costituisce una delle più pesanti ipoteche sul nostro futuro, è arrivata ai livelli attuali perchè la generazione precedente alla nostra ha vissuto troppo al di sopra delle proprie possibilità, e ora questa bella eredità tocca a noi.
Mi si scuserà di certo il piccolo sfogo, ma voglio qui sottolineare che se oggi non si esce di casa e ci si ritrova "bamboccioni" e anche, e forse soprattutto a causa di una situazione che non abbiamo determinato e che ci troviamo a subire. Ci diranno: è facendo correre il debito pubblico che i padri hanno garantito, a quegli stessi figlioli che oggi si lamentano, un tenore di vita mediamente "alto". Voglio replicare con forza, a questo ragionamento, affermando che la differenza tra la passata e la presente generazione è tutta a favore della prima, ed è la seguente: i nostri genitori avevano un' ideale di futuro sul quale oggi noi non possiamo fare affidamento. I nostri genitori avevano da giovani molto meno di noi, ma avevano la fiducia di andare comunque migliorando. Non fatevi fregare da chi dice che la fiducia nel futuro è un insieme di parole, senza non si va da nessuna parte e non si costruisce niente.
Detto questo, capite bene, l' unico antidoto, è prendere in mano le redini del nostro stesso futuro; è ricostruirsi una fiducia nel futuro con le nostre stesse mani. E la via maestra per raggiungere lo scopo passa necessariamente dalla partecipazione attiva alla politica.
Ciascuno, nel suo piccolo, può fare qualcosa. Per parte mia, se mi si perdona l' immodestia, tento con questo piccolo Blog

Presentazioni

Salve a tutti, questo primo post lo riservo, secondo le consuetudini della blogosfera, per le presentazioni.
Parto dal nome, l' Assillo, che dice già da solo praticamente tutto: l' idea è mutuata dal celebre aneddoto, riportato da Platone, secondo il quale Socrate affermava di voler essere per gli Ateniesi, suoi concittadini, come il tafano per cavallo, cioè un pungolo a cercare la verità e la conoscenza. Ora, non essendo Socrate, non ambisco a tanto, ma vorrei comunque provare, partendo da questo minuscolo atomo nell' universo della rete, a costruire piano piano una palla di neve, facendola diventare, lungo il cammino, una valanga.
Ho chiamato Assillo il Blog perchè l' idea di fondo è pungolare il cittadino, uno per uno, ad un risveglio di coscienza nei confronti di tutte le storture, grandi ed anche piccole, della società contemporanea, nella consapevolezza che il cittadino da solo è infinitesimo, ma se con l' aiuto della rete si unisce a molti altri cittadini, può far sentire la sua voce forte e chiara, ed in alcuni casi può effettivamente incidere su situazioni contro le quali nulla può il singolo.
L' Assillo vuole essere una sorta di bollettino di guerra contro quello che non va, una specie di reportage d' inchiesta, che riporti il giornalismo ad una delle sue più nobili e necessarie ragioni di essere: stare sempre col fiato sul collo in primis alla politica, e poi alle banche, alle compagni telefoniche, alle multinazionali etc., in una parola a tutti quelli che, in qualche modo, sono fonte di indignazione e di inc****tura per i cittadini. E' una funzione che la stampa da sempre ricopre, ed in maniera assolutamente riconosciuta, nei paesi anglosassoni, ma che, in Italia, negli ultimi tre lustri (almeno) non ha avuto corso. Adesso sapete perchè ci chiamiamo l' Assillo, e chi vogliamo assillare.
Chi ci legge noterà che questo Blog ha degli antecedenti di un certo calibro: è innegabile che il fenomeno legato al Blog di Beppe Grillo ed la trasmissione Report costituiscano un solido punto di riferimento per questo piccolo Assillo neonato. Quello che cercheremo di mettere in più rispetto a quei (tuttora ineguagliati) modelli è un' attenzione particolare su casi e fenomeni spesso e volentieri sottovalutati, che cercheremo di guardare da punti di vista finora inesplorati (a quanto ne sappiamo).
Naturalmente questo piccolo progetto ha bisogno, per crescere ed avere voce, di essere condiviso da più persone possibile, spero quindi che, nel corso del cammino, siano numerosi i lettori, ed ancora più numerosi coloro che vorranno collaborare segnalando e commentando cose che non vanno in Italia (o nel mondo se preferite).
Ci rivolgiamo infine a tutti i "cattivi" della situazione: da oggi l' Assillo è online quindi, siete avvertiti!