Parlavo un paio di mesetti fa (siamo oggi al 19 dicembre, cioè 48 ore dopo la "epocale nevicata sulla Toscana", o presunta tale, a giudicare dagli effetti) con una persona di buon senso e di grande ragionevolezza, una persona che sa pensare con la propria testa e che ammiro per questo.
Ebbene, esasperato dal continuo leggere sui giornali dei compensi astronomici percepiti dai manager (di stato e non, dopo si capirà perchè metto dentro anche quelli privati) e relative "gratifiche" ovver liquidazioni al termine del mandato (si tratti pure di congedo con disonore, come nell' esercito, vedi caso Cimoli), deploravo il fatto che i "supposti" super-manager, top-manager, ed annessi sottopanza non fossero in grado in realtà di gestire le aziende loro affidate meglio di come potrei fare io (che pure sono laureato in Economia con 110/110 con lode e dignità di pubblicazione della tesi) ma neanche meglio di come potrebbe fare un qualsiasi altro ragazzetto uscito da Ragioneria.
Chi legge potrà pensare che si tratta dei soliti discorsi farneticanti dei soliti "critica-tutto" e "critica-tutti", discorsi qualunquisti, che lasciano il tempo che trovano: come quelli di chi, a mio avviso, disse bene quando disse "vorrei vedere se questi grandi super-manager (spara-cazzate, aggiungo io) e sarebbero in grado di mandare avanti un alimentari".
Nel novero mettevo, con gran disdoro del mio acuto interlocutore, i vari Montezemoli, Cimoli, Moretti, Scaroni, Benetton (chi sa come gli fischiano le orecchie dopo la "Apocalypse now" della nevicata toscana: se gli arrivano tutti gli accidenti che gli hanno mandato i bloccati in autostrada,vero l' ostia non mangia il panettone quest' anno, ancorchè manchino solo 5 giorni), Colaninni etc., etc. (tanto gli altri nomi li potete trovare da soli). Il punto è, sostenevo, che si tratta di gente che, in effetti, non ha mai "lavorato" un giorno nella sua vita (lavorato nel senso proprio del termine, non stare ad una scrivania a farsi suggerire cosa fare e dire): esempio luminoso il buon Montezemolo, reduce da mirabolanti imprese in Ferrari, Fiat, Confindustria e compagnia bella. Fate l' esperimento mentale: da una parte Montezemolo, dall' altra un alimentari (ma mi accontenterei anche di una tabaccheria). E' mia ferma opinione che il "lavoro" di Montezemolo e quelli della sua risma, sia stare ad una scrivania, in attesa che i travet facciano tutto ciò che è necessario per mandare acanti l' azienda che legalmente rappresenta: a lui sono tuttavia demandate le gravose ed impervie incombenze di rilasciare qualche intervista ogni tanto o di fare una bella conferenza stampa, oppure ancora pontificare su tutto e tutti, politica compresa.
Che paura c' è quando siamo in mano a siffatti pezzi di manager? Possiamo dormire tranquilli tra due guanciali.
E invece no: nevica sulla Toscana (e non solo): la Toscana si blocca come neanche nel Medioevo (almeno i carretti trainati dai cavalli non si bloccavano perchè non avevano i ferri da neve!). E i nostri bravi manager dove erano? Forse la nevicata non era prevista? No. Forse, se anche non fosse stata prevista sarebbe stata giustificata la situazione che si è venuta a creare? Certamente no.
Allora cosa hanno fatto i nostri bravi Ciucci (Anas), Benetton (Autostrade per l' Italia), Moretti (Ferrovie dello Stato)? Un cazzo! Volgare? No, quando ci vuole ci vuole. La violenza dell' arroganza di chi prende compensi milionari per non fare una sega merita quanto meno che gli sia ribattuto con la violenza delle parole. Hanno almeno preso la colpa di quello che è successo per il malfunzionamento delle aziende di cui sono gli unici e diretti responsabili? Neanche per sogno. Bene ha fatto il governatore della Regione Toscana a preannunciare di portarli tutti in tribunale per i danni arrecati.
Stamattina ho ripreso il colloquio con l' amabile interlocutore di cui sopra che cercava di obiettare due mesi fa: e non ho dovuto fare altro che metterlo davanti all' evidenza e dirgli, come in matematica alla fine delle dimostrazioni: C.v.d. (come volevasi dimostrare): personaggi inutili, inutilità dimostrata (da 25 cm di neve!).
Mi sono dilungato anche troppo, per la prossima puntata, in cui spiegherò cosa c' entrano nel discorso complesssivo i vari Montezemoli, Guidi Rossi etc., si veda il post successivo, appositamente dedicato.
domenica 19 dicembre 2010
mercoledì 15 dicembre 2010
La vittoria di Pirro
Il giorno dopo il voto sulla questione di fiducia, in molti parlano di vittoria di Pirro, nel senso che il trionfo berlusconiano è destinato a durare un batter di ciglia. Di questo sono fermamente convinto, ma ciò che veramente importa, a mio avviso, è ciò che succederà dopo.
Ma partiamo dalle tanto attese votazioni del 14 dicembre (ieri), per prepararsi alle quali i parlamentari tutti, a voce dei rispettivi capigruppo, si sono concessi una meritata vacanza di tre settimane (retribuite, ci mancherebbe altro!): partiamo dalla scellerata (a mio avviso) decisione delle parlamentari Siliquini e Polidori di FLI, che hanno deciso in extremis di votare contro la mozione di sfiducia al governo. Ebbene, incominciamo a dire che la signora aveva firmato, come tutti gli altri "futuristi", il documento a supporto della mozione di sfiducia. Se facciamo 2+2, la logica conseguenza di un gesto del genere è che l' ottima Polidori è una persona senza il minimo senso del pudore: contravvenire ad un proprio impegno preso per iscritto è confessare esplicitamente che la propria parola non vale un soldo bucato, e ciò a prescindere dalla simpatia che si possa nutrire per il Governo Berlusconi.
In secondo luogo, veniamo a tutti gli indecisi dell' ultim' ora: compatti, da Calearo a Scilipoti, hanno votato a favore della maggioranza. Prevedibile, certo, ma mettiamo le cose in chiaro: da oggi in poi è essenziale monitorare la situazione finanziaria dei suddetti, a partire proprio dal suddetto Scilipoti, onerato da un decreto ingiuntivo per 200.000 euro. Sarà interessante vedere adesso se e con quali modalità reperirà le risorse per sanare il debito, e vedere come e da chi arriveranno tali risorse. Nella speranza che, se del caso, la magistratura non esiti ad indagare in proposito. Perchè voltare gabbana, seppur spregevole, è legittimo, ma se il voto è stato comprato, si deve pretendere che la vicenda non passi sotto silenzio.
Oggi Berlusconi gongola, e Fini sta con la coda tra le gambe: tuttavia, penso che FLI sopravviverà a Berlusconi, mentre lo stesso non penso di poter dire del PdL. La situazione è destinata a svilupparsi nel senso di una guerriglia parlamentare a seguito della quale il Governo inizierà ad "andare sotto" a ogni piè sospinto, fintantochè la Lega non pretenderà il ricorso alle urne. In quel momento la parola passa al Presidente della Repubblica (con buona pace del "premier eletto dal popolo"), e la prospettiva più credibile sarebbe quella di un governo di unità nazionale guidato da qualche esponente del PdL meno sputtanato degli altri (e ce ne vuole a trovarlo tra i vari Verdini, Cosentino, e pure Letta!).
giovedì 14 ottobre 2010
Naturalmente, il primo post "serio" non potevo che dedicarlo alla politica ed alle cattive acque nelle quali stiamo attualmente navigando. Già, perchè le due cose, naturalmente, sono collegate. Ebbene, l' idea del Blog mi è nata proprio dalla considerazione che, mentre in televisione qualcuno ci dice che non ci sono problemi, e altri parlano di cose inutili, la situazione va a rotoli, e ci va di mezzo il futuro di una (o più generazioni). Pensa, mi sono detto, alla situazione attuale del lavoro, dell' economia, dell' istruzione pubblica, della sanità, del welfare e chi più ne ha più ne metta, pensa in che stato viviamo ma, soprattutto, pensa che in che mondo vivremo date queste premesse. Adesso siamo vicini allo sfascio? Pensate, non è il peggio che ci può capitare. Il peggio, ahinoi, deve ancora venire, e riguarda il futuro nostro, della generazione che deve iniziare o ha da poco cominciato a lavorare, e quello delle generazioni future. E chi se ne occupa? I politici. Chi sono i politici? Sono, nella quasi totalità, gente che ha più di sessanta (quando siamo fortunati) anni, gente che ha già mangiato il su' pane e non gliene può fregare di meno di quello che sarà. Dico di più: si tratta di quella stessa gente che ci ha portato allo sfascio attuale, perchè il debito pubblico che ci ritroviamo, e che costituisce una delle più pesanti ipoteche sul nostro futuro, è arrivata ai livelli attuali perchè la generazione precedente alla nostra ha vissuto troppo al di sopra delle proprie possibilità, e ora questa bella eredità tocca a noi.
Mi si scuserà di certo il piccolo sfogo, ma voglio qui sottolineare che se oggi non si esce di casa e ci si ritrova "bamboccioni" e anche, e forse soprattutto a causa di una situazione che non abbiamo determinato e che ci troviamo a subire. Ci diranno: è facendo correre il debito pubblico che i padri hanno garantito, a quegli stessi figlioli che oggi si lamentano, un tenore di vita mediamente "alto". Voglio replicare con forza, a questo ragionamento, affermando che la differenza tra la passata e la presente generazione è tutta a favore della prima, ed è la seguente: i nostri genitori avevano un' ideale di futuro sul quale oggi noi non possiamo fare affidamento. I nostri genitori avevano da giovani molto meno di noi, ma avevano la fiducia di andare comunque migliorando. Non fatevi fregare da chi dice che la fiducia nel futuro è un insieme di parole, senza non si va da nessuna parte e non si costruisce niente.
Detto questo, capite bene, l' unico antidoto, è prendere in mano le redini del nostro stesso futuro; è ricostruirsi una fiducia nel futuro con le nostre stesse mani. E la via maestra per raggiungere lo scopo passa necessariamente dalla partecipazione attiva alla politica.
Ciascuno, nel suo piccolo, può fare qualcosa. Per parte mia, se mi si perdona l' immodestia, tento con questo piccolo Blog
Presentazioni
Salve a tutti, questo primo post lo riservo, secondo le consuetudini della blogosfera, per le presentazioni.
Parto dal nome, l' Assillo, che dice già da solo praticamente tutto: l' idea è mutuata dal celebre aneddoto, riportato da Platone, secondo il quale Socrate affermava di voler essere per gli Ateniesi, suoi concittadini, come il tafano per cavallo, cioè un pungolo a cercare la verità e la conoscenza. Ora, non essendo Socrate, non ambisco a tanto, ma vorrei comunque provare, partendo da questo minuscolo atomo nell' universo della rete, a costruire piano piano una palla di neve, facendola diventare, lungo il cammino, una valanga.
Ho chiamato Assillo il Blog perchè l' idea di fondo è pungolare il cittadino, uno per uno, ad un risveglio di coscienza nei confronti di tutte le storture, grandi ed anche piccole, della società contemporanea, nella consapevolezza che il cittadino da solo è infinitesimo, ma se con l' aiuto della rete si unisce a molti altri cittadini, può far sentire la sua voce forte e chiara, ed in alcuni casi può effettivamente incidere su situazioni contro le quali nulla può il singolo.
L' Assillo vuole essere una sorta di bollettino di guerra contro quello che non va, una specie di reportage d' inchiesta, che riporti il giornalismo ad una delle sue più nobili e necessarie ragioni di essere: stare sempre col fiato sul collo in primis alla politica, e poi alle banche, alle compagni telefoniche, alle multinazionali etc., in una parola a tutti quelli che, in qualche modo, sono fonte di indignazione e di inc****tura per i cittadini. E' una funzione che la stampa da sempre ricopre, ed in maniera assolutamente riconosciuta, nei paesi anglosassoni, ma che, in Italia, negli ultimi tre lustri (almeno) non ha avuto corso. Adesso sapete perchè ci chiamiamo l' Assillo, e chi vogliamo assillare.
Chi ci legge noterà che questo Blog ha degli antecedenti di un certo calibro: è innegabile che il fenomeno legato al Blog di Beppe Grillo ed la trasmissione Report costituiscano un solido punto di riferimento per questo piccolo Assillo neonato. Quello che cercheremo di mettere in più rispetto a quei (tuttora ineguagliati) modelli è un' attenzione particolare su casi e fenomeni spesso e volentieri sottovalutati, che cercheremo di guardare da punti di vista finora inesplorati (a quanto ne sappiamo).
Naturalmente questo piccolo progetto ha bisogno, per crescere ed avere voce, di essere condiviso da più persone possibile, spero quindi che, nel corso del cammino, siano numerosi i lettori, ed ancora più numerosi coloro che vorranno collaborare segnalando e commentando cose che non vanno in Italia (o nel mondo se preferite).
Ci rivolgiamo infine a tutti i "cattivi" della situazione: da oggi l' Assillo è online quindi, siete avvertiti!
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