mercoledì 15 dicembre 2010

La vittoria di Pirro

Il giorno dopo il voto sulla questione di fiducia, in molti parlano di vittoria di Pirro, nel senso che il trionfo berlusconiano è destinato a durare un batter di ciglia. Di questo sono fermamente convinto, ma ciò che veramente importa, a mio avviso, è ciò che succederà dopo.
Ma partiamo dalle tanto attese votazioni del 14 dicembre (ieri), per prepararsi alle quali i parlamentari tutti, a voce dei rispettivi capigruppo, si sono concessi una meritata vacanza di tre settimane (retribuite, ci mancherebbe altro!): partiamo dalla scellerata (a mio avviso) decisione delle parlamentari Siliquini e Polidori di FLI, che hanno deciso in extremis di votare contro la mozione di sfiducia al governo. Ebbene, incominciamo a dire che la signora aveva firmato, come tutti gli altri "futuristi", il documento a supporto della mozione di sfiducia. Se facciamo 2+2, la logica conseguenza di un gesto del genere è che l' ottima Polidori è una persona senza il minimo senso del pudore: contravvenire ad un proprio impegno preso per iscritto è confessare esplicitamente che la propria parola non vale un soldo bucato, e ciò a prescindere dalla simpatia che si possa nutrire per il Governo Berlusconi.
In secondo luogo, veniamo a tutti gli indecisi dell' ultim' ora: compatti, da Calearo a Scilipoti, hanno votato a favore della maggioranza. Prevedibile, certo, ma mettiamo le cose in chiaro: da oggi in poi è essenziale monitorare la situazione finanziaria dei suddetti, a partire proprio dal suddetto Scilipoti, onerato da un decreto ingiuntivo per 200.000 euro. Sarà interessante vedere adesso se e con quali modalità reperirà le risorse per sanare il debito, e vedere come e da chi arriveranno tali risorse. Nella speranza che, se del caso, la magistratura non esiti ad indagare in proposito. Perchè voltare gabbana, seppur spregevole, è legittimo, ma se il voto è stato comprato, si deve pretendere che la vicenda non passi sotto silenzio.
Oggi Berlusconi gongola, e Fini sta con la coda tra le gambe: tuttavia, penso che FLI sopravviverà a Berlusconi, mentre lo stesso non penso di poter dire del PdL. La situazione è destinata a svilupparsi nel senso di una guerriglia parlamentare a seguito della quale il Governo inizierà ad "andare sotto" a ogni piè sospinto, fintantochè la Lega non pretenderà il ricorso alle urne. In quel momento la parola passa al Presidente della Repubblica (con buona pace del "premier eletto dal popolo"), e la prospettiva più credibile sarebbe quella di un governo di unità nazionale guidato da qualche esponente del PdL meno sputtanato degli altri (e ce ne vuole a trovarlo tra i vari Verdini, Cosentino, e pure Letta!).

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